Villa Bazzoni

Villa Bazzoni, completato l'intervento di restauro grazie al contributo del Fondo Trieste e del MIUR , è stata inaugurata il 16 dicembre 2005 e, insieme al vicino Castelletto Basevi, costituisce la sede cittadina dell'Osservatorio.

I Bazzoni erano una facoltosa famiglia di commercianti e patrioti, tra i quali va ricordato Riccardo Bazzoni, podestà di Trieste tra il 1878 e 1890. Villa Bazzoni è stata realizzata nel 1830 su progetto dell'arch. G.B. Puppi sull'odierna Via Bazzoni in un grande parco alle pendici del colle di San Vito prospiciente quello di S. Giusto e vicina al Castelletto Basevi, attuale sede dell'Osservatorio Astronomico di Trieste.

Villa Bazzoni

La villa Bazzoni si sviluppa su tre piani a pianta quadrata, con un elemento a forma absidale sul retro verso il parco. Di forte impatto scenografico sono lo scalone monumentale che conduce al piano nobile e l'apertura ovale nel solaio tra piano terra e primo piano. La distribuzione degli spazi ruota intorno ad un volume a tutta altezza con comunicazione visiva tra i piani e terminante con un grande lucernario, fonte principale di illuminazione. La comunicazione con il primo piano è realizzata con una scala con ritorno sdoppiato, il cui arrivo nel disimpegno centrale è marcato da tre archi uguali. Oltre questo diaframma lo spazio diventa un unico doppio volume con la parte superiore marcata dagli esili e slanciati pilastrini del ballatoio superiore. Il Puppi a questo livello cela alla vista la scala di accesso al piano superiore facendo percepire il ballatoio non già come un elemento funzionale di distribuzione ma come un elemento prettamente decorativo.

Villa Bazzoni

Gli interni sono caratterizzati da numerosi motivi decorativi che si spingono oltre le forme classiche ed anticipano di quasi 100 anni lo stile "liberty".

Villa Bazzoni

Le soluzioni impiantistiche e il controllo microclimatico sono in linea con moderne concezioni bioarchitettoniche. Il piano terra è infatti realizzato in parte su solaio e sfrutta l'intercapedine per la ventilazione naturale attraverso numerose bocchette a pavimento. Prima del restauro la villa si trovava in un cattivo stato conservativo a causa di anni di abbandono e le infiltrazioni meteoriche avevano già intaccato diversi elementi strutturali e decorativi. L'intervento di restauro si è sviluppato cercando di eliminare tutte le superfetazioni stratificatesi negli anni attraverso la ricerca di un linguaggio originario comune mantenendo inalterate le tecnologie e le tecniche costruttive attraverso interventi di consolidamento non distruttivi e con l'ausilio, ove possibile, di materiali e tecniche dell'epoca. Il restauro delle parti lignee e degli affreschi si è limitato da un lato ad una ripulitura delle pellicole pittoriche dagli agenti patogeni e dalle intemperie, e dall'altro al ritocco ed al ripristino delle parti mancanti solo ove l'immagine globale non riusciva ad avere una lettura di insieme comprensibile. Le strutture sono state consolidate e messe a norma; gli spazi sono stati organizzati mediante lo studio di un giusto equilibrio tra contesto storico esistente ed esigenze organizzative con l'ausilio di arredi ed attrezzature facilmente rimovibili e trasparenti; gli impianti hanno rispettato l'involucro esistente attraverso l'uso delle originarie canalizzazioni o di cavedi naturali. Nello studio del recupero funzionale particolare cura è stata posta al raggiungimento dei valori normativi sia per quanto riguarda i requisiti di sicurezza, di fruibilità ma anche per quanto riguarda l'accessibilità anche a persone disabili.

Villa Bazzoni